PIMS studi professionali: dalla compliance alla governance della privacy
PIMS per studi professionali: dalla compliance formale alla governance strutturata della privacy
Negli ultimi anni la protezione dei dati personali è passata da obbligo normativo a vero e proprio elemento strategico per gli studi professionali. In questo scenario si inserisce la ISO/IEC 27701:2025, standard internazionale che introduce il Privacy Information Management System (PIMS), offrendo un modello strutturato per integrare la gestione della privacy nei processi organizzativi.
Per commercialisti, consulenti del lavoro, avvocati e consulenti tributari, l’adozione del PIMS rappresenta un cambio di paradigma: la privacy non è più un insieme di adempimenti isolati, ma diventa parte integrante della gestione dello studio, al pari della sicurezza informatica, della qualità e della continuità operativa.
Cos’è il PIMS e perché riguarda gli studi professionali
La ISO/IEC 27701 si configura come un’estensione della ISO/IEC 27001, già nota per i sistemi di gestione della sicurezza delle informazioni (ISMS). L’integrazione tra i due standard consente di costruire un sistema unico che gestisce sia la sicurezza dei dati sia la tutela delle informazioni personali (PII).
Per gli studi professionali, che trattano quotidianamente dati fiscali, patrimoniali, giudiziari e spesso dati sensibili, questo approccio consente di affrontare in modo sistematico e documentato le richieste del Regolamento UE 2016/679, riducendo il rischio di errori, omissioni e sanzioni.
Gli elementi chiave della ISO/IEC 27701
L’adozione del PIMS si fonda su alcuni pilastri fondamentali:
Integrazione tra sicurezza e privacy
Non si tratta più di gestire separatamente IT e compliance. La norma richiede che la protezione dei dati personali sia coordinata con le misure di sicurezza, garantendo riservatezza, integrità e disponibilità delle informazioni.
Accountability
Lo studio deve essere in grado di dimostrare, in ogni momento, di aver adottato misure adeguate. Non basta essere conformi: bisogna poterlo provare attraverso documentazione, registri, policy e controlli.
Gestione del rischio orientata alla persona
La valutazione del rischio non riguarda solo i sistemi, ma soprattutto i diritti e le libertà degli interessati. Questo implica analisi più approfondite rispetto ai tradizionali approcci IT.
Privacy by design e by default
Ogni nuovo servizio, pratica o processo deve essere progettato fin dall’inizio tenendo conto della protezione dei dati personali.
Applicazione concreta negli studi professionali
Le linee guida recentemente pubblicate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili rappresentano un riferimento operativo importante per tradurre lo standard in attività concrete.
Tra i principali benefici per uno studio professionale:
- Strutturazione dei processi: definizione chiara di ruoli, responsabilità e flussi di trattamento dei dati;
- Migliore gestione dei fornitori: contratti più solidi con responsabili esterni e sub-responsabili;
- Monitoraggio continuo: utilizzo di KPI e indicatori di performance per valutare l’efficacia delle misure adottate;
- Gestione delle richieste degli interessati: procedure standardizzate per accesso, rettifica, cancellazione e opposizione;
- Data breach management: piani di risposta agli incidenti già testati e documentati.
Il ruolo strategico del DPO negli studi professionali
In questo contesto evoluto, la nomina di un Responsabile della Protezione dei Dati (DPO) qualificato, necessariamente esterno (per evitare eventuali Conflitti d’Interesse), diventa un elemento chiave. Gli studi professionali trattano infatti dati particolarmente delicati e operano in un ambiente normativo complesso, dove si intrecciano GDPR, sicurezza informatica e obblighi deontologici.
Un DPO esterno garantisce:
- indipendenza e imparzialità, fondamentali per svolgere attività di controllo;
- competenze specialistiche aggiornate, difficilmente presenti internamente in modo strutturato;
- visione trasversale, utile per integrare privacy, sicurezza e organizzazione;
- supporto continuo nella gestione del rischio e degli incidenti, inclusi data breach e richieste degli interessati.
Senza una figura qualificata, il rischio è che il PIMS rimanga solo sulla carta, senza una reale capacità di controllo e miglioramento continuo. Il DPO, invece, rappresenta il punto di raccordo tra normativa, tecnologia e processi, contribuendo a trasformare la compliance in uno strumento di governance efficace.
Un vantaggio competitivo oltre la compliance
Adottare la ISO/IEC 27701 non significa solo rispettare il GDPR. Significa anche:
- rafforzare la reputazione dello studio;
- aumentare la fiducia di clienti e partner;
- distinguersi sul mercato come realtà organizzata e affidabile;
- prepararsi a controlli e audit con un sistema già strutturato.
In un contesto in cui i clienti sono sempre più attenti alla protezione dei propri dati, la certificazione rappresenta un elemento distintivo concreto.
Conclusioni
La ISO/IEC 27701:2025 segna il passaggio da una gestione reattiva della privacy a una governance proattiva e integrata. Per gli studi professionali non si tratta più di “adeguarsi”, ma di evolvere verso un modello organizzativo capace di gestire il rischio, dimostrare conformità e creare valore.
Chi continuerà a considerare la privacy come un adempimento formale rischia di rimanere indietro, non solo dal punto di vista normativo, ma anche competitivo. Chi invece investirà in un sistema PIMS, supportato da un DPO qualificato, potrà trasformare la compliance in un vero vantaggio strategico.
È possibile approfondire l’implementazione pratica nel settore di competenza consultando le linee guida fornite dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti a questo LINK

