Rischi azienda non conforme alla Dir.EU Whistleblowing
Ecco cosa rischia concretamente un’azienda non conforme al D.Lgs. 24/2023 (recepimento della Direttiva UE 2019/1937 sul whistleblowing), con un’attenzione particolare agli impatti legali, organizzativi e reputazionali — perché molti sottovalutano il fatto che non si tratta di un adempimento “formale”, ma di un obbligo strutturale che incide direttamente sulla governance aziendale.
- SANZIONI ECONOMICHE (molto pesanti)
Le sanzioni non riguardano solo l’assenza del canale di segnalazione, ma anche come l’azienda gestisce le segnalazioni.
Le ammende amministrative possono arrivare fino a:
- € 50.000 → per violazione degli obblighi di riservatezza o per ostacolo/ritorsioni contro il whistleblower
- € 40.000 → per mancata attivazione del canale di segnalazione previsto dalla legge
- € 20.000 → per mancata istituzione delle procedure di gestione o per mancata informazione ai dipendenti
Nota: le sanzioni non sono teoriche. L’ANAC ha già avviato controlli e applicato i primi provvedimenti, soprattutto verso aziende con più di 50 dipendenti o soggette a modelli 231.
- RESPONSABILITÀ 231
Se l’azienda ha un Modello 231, la mancata implementazione del whistleblowing:
- invalida il modello stesso
- espone l’azienda a responsabilità amministrativa per reati commessi dai dipendenti
- permette al PM di sostenere che l’ente non ha adottato misure idonee a prevenire i reati
► Conseguenze: interdittive, sanzioni, commissariamento aziendale in caso di procedimenti 231.
- RISCHI PRIVACY (GDPR)
Il sistema di whistleblowing gestisce dati sensibili, spesso anche:
- dati giudiziari (illeciti, reati sospetti)
- dati relativi a condotte illecite
- identità del segnalante (dato protetto in modo rafforzato)
Se l’azienda:
- non ha una privacy policy dedicata
- non ha nominato fornitori come responsabili del trattamento
- non ha configurato misure tecniche adeguate
- non ha aggiornato registro, DPIA, ruoli e procedure
allora può incorrere in violazioni del GDPR con sanzioni fino a:
- € 20 milioni o 4% del fatturato
(specie nei casi di mancata tutela dell’identità del segnalante).
- RISCHIO DI CONTENZIOSI DA PARTE DEI LAVORATORI
Un dipendente che subisce ritorsioni (anche lievi, come esclusione da riunioni, valutazioni negative, cambi di mansione) può:
- agire per risarcimento del danno
- denunciare l’azienda all’ANAC
- impugnare provvedimenti disciplinari dichiarandoli nulli
Peraltro, la legge presume automaticamente ritorsive molte azioni, invertendo l’onere della prova:
→ È l’azienda che deve dimostrare che non si tratta di una ritorsione.
- PERDITA DI AFFIDABILITÀ E ACCESSO A BANDI/GARE
Per fornitori di PA o aziende partecipate, la non conformità può comportare:
- esclusione da gare o appalti
- blocco di procedure di accreditamento
- perdita di rating di legalità (AGCM)
Molti enti appaltanti richiedono già un sistema whistleblowing conforme come requisito di partecipazione.
- DANNI REPUTAZIONALI
La non conformità viene spesso associata a:
- scarsa trasparenza
- cattiva governance
- ambiente aziendale non sicuro
Un’azienda che non protegge chi segnala illeciti rischia percezioni negative non solo da parte dei dipendenti, ma anche partner, investitori e clienti.
- MAGGIORI CONSEGUENZE IN CASO DI ILLECITI INTERNI
Senza un canale sicuro:
- le segnalazioni non arrivano
- gli illeciti esplodono solo quando è troppo tardi
- l’azienda risponde per omesso controllo
→ Nei casi peggiori possono emergere frodi, molestie, corruzione, abusi gestiti in modo tardivo con conseguenze economiche molto elevate.
IN SINTESI: COSA RISCHIA UN’AZIENDA
| Area | Conseguenze |
| ANAC | Sanzioni fino a €50.000 |
| 231 | Modello inefficace + responsabilità dell’ente |
| GDPR | Violazioni e sanzioni |
| Dipendenti | Contenziosi e richieste risarcitorie |
| Business | Esclusione da gare, appalti, certificazioni |
| Reputazione | Perdita di credibilità e fiducia |
| Gestione interna | Illeciti incontrollati e maggiore rischio penale |

